
Presentazione
Nel cuore delle foreste che uniscono l’Île-de-France alla Picardie, all'interno di un romantico parco, si ergono le rovine dell'abbazia di Chaalis.
Si innalzano sui prati le vestigia della chiesa abbaziale di una delle più grandi abbazie cirstencensi, terminata all'inizio del XIII° secolo, che fu un importante centro di diffusione spirituale e dove San Luigi andava talvolta a condividere la vita dei monaci. L'interesse che suscitò nei Capetingi le permise di fregiarsi dell'invidiato titolo di Abbazia Reale.
Durante il Rinascimento, il cardinale Ippolito d'Este, amico di Francesco I, vi richiamò artisti italiani di fama, come il pittore Primaticcio, che decorò la cappella di Santa Maria con affreschi ai quali il restauro ha ridato tutto il loro splendore, e l'architetto Serlio, al quale dobbiamo il disegno del muro merlato che racchiude il roseto.
Nel XVIII° secolo, l'architetto delle Grandes Écuries (scuderie) di Chantilly, Jean Aubert, fu incaricato di ricostruire gli edifici abbaziali e, all'indomani della Rivoluzione francese, la parziale demolizione della chiesa abbaziale e del chiostro lasciò dietro di sé solamente un grande edificio di stile classico, trasformato in castello dai successivi proprietari nel XIX° secolo. È là che Nélie Jacquemart, vedova del ricchissimo banchiere Édouard André, raccolse parte della collezione di opere d'arte riunita dal marito. Alla sua morte, nel 1912, lasciò tutti i suoi beni all'Institut de France con l'obbligo di aprire al pubblico i suoi due possedimenti.
La visita è completata da quella di un museo di dipinti e sculture in cui opere di primitivi italiani - tra cui Giotto – figurano accanto a quelle di artisti francesi, fiamminghi e olandesi del XVII° e XVIII° secolo, presentate nella raffinata cornice di una dimora aristocratica riccamente arredata.
Si possono anche trovare ricordi e manoscritti di Jean-Jacques Rousseau, raccolti dall'ultimo marchese de Girardin, castellano di Ermenonville, e che furono acquistati dall'Institut de France nel 1923.
Si innalzano sui prati le vestigia della chiesa abbaziale di una delle più grandi abbazie cirstencensi, terminata all'inizio del XIII° secolo, che fu un importante centro di diffusione spirituale e dove San Luigi andava talvolta a condividere la vita dei monaci. L'interesse che suscitò nei Capetingi le permise di fregiarsi dell'invidiato titolo di Abbazia Reale.
Durante il Rinascimento, il cardinale Ippolito d'Este, amico di Francesco I, vi richiamò artisti italiani di fama, come il pittore Primaticcio, che decorò la cappella di Santa Maria con affreschi ai quali il restauro ha ridato tutto il loro splendore, e l'architetto Serlio, al quale dobbiamo il disegno del muro merlato che racchiude il roseto.
Nel XVIII° secolo, l'architetto delle Grandes Écuries (scuderie) di Chantilly, Jean Aubert, fu incaricato di ricostruire gli edifici abbaziali e, all'indomani della Rivoluzione francese, la parziale demolizione della chiesa abbaziale e del chiostro lasciò dietro di sé solamente un grande edificio di stile classico, trasformato in castello dai successivi proprietari nel XIX° secolo. È là che Nélie Jacquemart, vedova del ricchissimo banchiere Édouard André, raccolse parte della collezione di opere d'arte riunita dal marito. Alla sua morte, nel 1912, lasciò tutti i suoi beni all'Institut de France con l'obbligo di aprire al pubblico i suoi due possedimenti.
La visita è completata da quella di un museo di dipinti e sculture in cui opere di primitivi italiani - tra cui Giotto – figurano accanto a quelle di artisti francesi, fiamminghi e olandesi del XVII° e XVIII° secolo, presentate nella raffinata cornice di una dimora aristocratica riccamente arredata.
Si possono anche trovare ricordi e manoscritti di Jean-Jacques Rousseau, raccolti dall'ultimo marchese de Girardin, castellano di Ermenonville, e che furono acquistati dall'Institut de France nel 1923.
Informazioni pratiche
60 300 Fontaine-Chaalis (Oise).
+33 (0) 3 44 54 04 02.
Museo 11:00-18:00 tutti i giorni dal 1.03 al 11.11 inclusi; 10:30-12:30 e 13:30-17.30 solo domenica dal 12.11 al 28.02. Parco 10:00-18:00.
-5 anni liberi. Piano d'accesso
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